VORRESTI ESSERE COME VIN DIESEL E INVECE….

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La regola d’oro è sempre quella: “piuttosto che scrivere scemenze meglio non scrivere”.
E invece a me piace un sacco scrivere minchiate condite, soffritte e riscaldate; un po’ come i quattro saltati in padella, che altro non sono che cibo cotto, congelato e ricotto nuovamente; che a detta del ragazzo-figo della pubblicita’, li riscaldi un po’ e ci viene fuori una roba che puoi tranquillamente paragonare al pranzo della domenica che fa la mamma.
“Cos’e’ che ci scrivi in quel blog?” mi chiede ogni tanto qualcuno. La mia risposta e’ sempre la stessa: “Fuffa”. Cioe’ niente, roba da poco, magari un po’ piu’ o un po’ meno seria, ma sempre cose da due soldi, sempre di minchiate si tratta alla fine.
Oggi mi sono svegliata con trecento pensieri e duecento problemi da risolvere, pero’ ho deciso che me ne voglio fregare (almeno fino a domani) e preferisco sprecare i miei due neuroni per un argomento ben piu’ interessante.
LA TOP FIVE DELLE COSE CHE UNA DONNA DEVE FARE PER SALVARE IL SUO MATRIMONIO.
Allora, intanto devo dire che sta boiata l’ho letta dalla parrucchiera in una rivista per soli uomini l’altro giorno, ma che a mio avviso poteva essere tranquillamente un’articolo degno della prima pagina del “Resto del Canino”. Poi diro’ che il giornalista (giornalista??????) che ha scritto sta’ roba era di sesso maschile, e pertanto si fregiava di essere sicuramente la persona piu’ idonea a stilare una classifica di tale argomento.
Eh si’ mie care signore, perche’ di questo si tratta, se volete che il vostro maritino non vada a cercare fortuna in altri lidi, dovete essere sexy, vestirvi come una strappona sull’adriatica e ammiccare con occhio ebete dalla mattina alla sera.
Ma eccovi i 5 punti che se rispetterete vi assicureranno l’amore eterno del vostro compagno, e che pertanto non vi tradira’ mai con la badante ucraina di vostra madre.

1)INDOSSARE LINGERIE SEXY DURANTE IL GIORNO E DURANTE LA NOTTE
2)INDOSSARE SEMPRE TACCO 12
3)FARE L’AMORE ALMENO 5 VOLTE A SETTIMANA E MAI COI CALZINI AI PIEDI 
4)PRESENTARSI SEMPRE TRUCCATA E PETTINATA COME PER UNA SFILATA DI MODA
5) METTERE SEMPRE DUE GOCCE DI PROFUMO PRIMA DI ANDARE A DORMIRE

Ora: faro’ una considerazione molto generale su questi punti, cercando di mantenere il mio solito sangue freddo e l’a plomb da milady che da sempre mi contraddistingue (ricordiamoci che lavoro con degli idraulici, da cui ho imparato tutte le buone maniere e la finesse che mi caratterizza da anni ormai…). Il fatto e’ che molti uomini preferiscono passare le serate su youporn a guardare i video zozzi, sognando performance che non oseranno mai chiedere alla propria moglie/fidanzata/amante. Che se le cose ce le chiedeste, magari anche noi ne saremmo a conoscenza, e magari anziche’ tenerci su un perizoma dalle 7 di mattina alla mezzanotte nella speranza che ci saltiate addosso, ce lo mettiamo per l’occasione e cosi’ la finiamo di tribolare.
Che io voglio capire se sono l’unica al mondo che quando si e’ messa un perizoma e’ stata tutto il giorno a cercare di spostare quel filo interdentale da li’ in mezzo dove non batte il sole, che un fastidio cosi’ non lo avevo mai sentito.
Che poi in certi casi diciamocelo, e’ meglio un bel “Caro, spegni la luce che mi vergogno” che c’hai su un paio di mutandone alla Bridget Jones addosso, e cosi’ vi facciamo fare un figurone anche a voi, che altrimenti alla fine della faccenda vi toccherebbe esibire quel birillo che si ritira con le sembianze di un lombrico morto.

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Poi perche’ me ne dovrei andare a dormire mezza nuda e in biancheria sexy e rischiare che mi venga anche una polmonite?! Parliamo del pigiama: i miei pigiami sono fighissimi, in uno c’e’ disegnato sopra il pipistrello di batman giallo catarifrangente, che se per grazia divina mi ritrovo un uomo nel letto, al buio almeno mi trova e non si corre il rischio del “cara, ma dove sei? guarda che io in do’ cojo cojo”. Insomma non e’ che sei elegante solo col babydoll, un bel pigiamone da supereroe puo’ fare la differenza.
Che poi, voi uomini, dai, non e’ che con i mutandoni a coste e la canottiera bianca da muratore moldavo siete molto sexy; non e’ vero che assomigliate a Vin Diesel in “Fast & Furious”, ma piuttosto ad Umberto Bossi alla festa della Padania. Sappiatelo.

Bossi in canottiera
E poi sta cosa che devi andare a letto truccata e pettinata e profumata?! Ma mica noi ci lamentiamo quando voi venite a dormire che sembra vi siano esplosi dei petardi tra i capelli e c’avete i piedi che sanno di formaggio; e non vale dire che il formaggio di fossa ha la denominazione geografica protetta! Almeno poi, datevi una sciacquatina alle ascelle ogni tanto!

E poi niente, il fatto e’ che quando si e’ all’inizio di una storia, il desiderio è bello vivo, basta uno sguardo e scoppiano i fuochi d’artificio di capodanno, siamo pronti a saltarci addosso anche se uno indossa uno scafandro. Dopo qualche anno il desiderio latita come l’acqua nel deserto, perche’ si sa benissimo come vanno le cose.
E’ un discorso vecchio come il mondo, una relazione inizia in guepierre e pizzo e poi finisce sempre in mutandoni di lana. E niente, poi c’e’ youporn….

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GLI INCONTRI E GLI SCONTRI DELLA VITA

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Intorno a me tutti i giorni le persone si lasciano.
Pensavo fosse una cosa che era capitata a me perche’ ero una a cui spesso la vita propone cose difficili, o perche’ non sono capace di gestire una relazione. Invece succede che le persone si amano e poi succede anche che non si amano piu’. Cosi’.
Un mesetto fa sono andata su dai miei ed ero passata alla pasticceria dove lavora mia sorella. Ci ho incontrato mia cugina. Mi ha chiamato e mi ha detto “mi spiace, so che vi siete lasciati. Noi Valentini con gli uomini siamo un po’ sfigate. Non riusciamo ad essere felici.”. Poi mi ha aggiornato un po’ sulla sua ultima storia (finita) e su quella di sua figlia,  anch’essa finita. Erano andati a convivere ed ora lei si trova l’affitto e le rate della macchina da pagare comprata in comune.
Pero’ io non credo che noi siamo sfigate, perche’ ad esempio le mie sorelle sono felicemente sposate o quasi sposate, hanno festeggiato i loro anniversari decennali e anche se immagino non siano sempre state rose e fiori in tanti anni di vita coniugale, sono felici.
Poi la settimana scorsa sono andata da mia mamma che era tutta triste perche’ un’altra mia cugina e suo marito si stavano separando e la cosa aveva dato un’ulteriore botta alla famiglia Valentini. Mia cugina dice di non essere piu’ innamorata. Succede.
E niente, cosa vuoi dire, io se c’era una coppia sulla quale avrei scommesso, era proprio la loro. Ed invece nemmeno loro ce l’hanno fatta.
Allora ho capito che l’amore e’ una gran fregatura, che per qualcuno va bene e per qualche d’un altro no. E ho capito anche che stare insieme a qualcuno, richiede molta pazienza e molti sacrifici, ma anche che e’ sbagliato sacrificarsi  TOTALMENTE in nome di un amore eterno, perche’ molto spesso, quell’amore eterno finisce e quel sacrificio poi resta a pesare (lui si’ in eterno) in un mercato in cui gli scambi sentimentali non sono mai equi.
Io non lo so se l’amore esiste, so solo che le persone e i loro sentimenti sono troppo instabili per costruirci sopra qualcosa di infinito. Ma non mi piace nemmeno pensare che si possa amare qualcuno a termine, come in un contratto di quelli che se sei fortunato ti fanno ora, e che il lavoro lo accetti lo stesso perche’ sempre meglio mangiare sei mesi piuttosto che niente. Non lo so insomma se e’ giusto amare qualcuno a tempo determinato, perche’ vorrei pensare che l’amore sia qualcosa di piu’, che lega due persone anche se poi non c’e’ piu’ la passione o l’attrazione.
Pero’ le cose cambiano, le persone cambiano e spesso ci si ritrova dopo anni a non riconoscersi più, o comunque a volere cose diverse. E le persone quando non si amano piu’ diventano un po’ delle bestie. Ed allora forse e’ giusto assumersi la responsabilità dei propri sentimenti e se le cose non vanno non è il caso di continuare solo per routine o per la paura di rimanere soli. Perche’ se succede che la persona con cui vivi esce a comprare le sigarette e poi che dopo dieci anni lo cercano ancora a Chi l’ha visto, direi che e’ ben peggio.
Nonostante tutte le cose che mi sono successe nell’ultimo periodo (e di cui non ho parlato sul blog se non che in minima parte) voglio credere che ci sia ancora una speranza anche per me e per tutta la famiglia Valentini a seguito, che esista una persona che non scappi alle prime difficolta’ senza lottare, che abbia voglia di condividere qualcosa di indefinito anche se non so bene cosa sia questo “amore”. E poi il sole per me sorge tutti i giorni, anche se me ne accorgo solo adesso che ho gli occhi aperti per guardarlo.

E cosi’ voglio pensare anche che in un mondo migliore, l’amore esista. Almeno per qualcuno.


“Ma io e te staremo sempre insieme; non pensavo di trovare una persona come te. Ormai a 40 anni suonati pensavo di fare l’eterno scapolone, trovando qua e là storie di poco conto. Invece siete arrivati voi, irrompendo nella mia vita con una esplosione di sentimenti ed emozioni.” (cit.)

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CIAONE MAN, PER TE CI VORREBBE UNA MAZZA CHIODATA!

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Mi e’ capitato piu’ volte di raccontare ad amiche e colleghe di quando ero una giovane cialtrona, che frequentavo ancora la vita sociale alla caccia di esseri umani pisello-muniti.
Ora che sono una saggia donna di mezz’eta’ (non e’ vero, sono ancora mooooolto giovane, e’ solo che i ragazzini mi chiamano “signora” perche’ perdono la vista facendo troppo autoerotismo) ripensando a certi uomini di allora, mi chiedo se sono esistiti davvero o se me li sono un po’ immaginati io.
Perche’ insomma, di quel genere umano avariato, io ne ho incontrato davvero tanto, ed a volte certi esemplari sarebbe stato meglio eliminarli dalla faccia dell’universo, magari utilizzando una bella mazza chiodata, che cosi’ almeno ne avremmo evitato la riproduzione.
Tra i tanti di cui potrei parlare, credo che il piu’ degno di nota da raccontare sia G.
Ci conoscemmo in un centro sociale a Bologna ai tempi dell’universita’. Era uno di quelli di famiglia ricca che per fare l’alternativo andava a comprarsi gli abiti usati alla Montagnola (coi soldi del babbo), faceva l’anarchico e dormiva insieme ai punkabbestia al 36 occupato. Poi pero’ se gli chiedevi chi fosse Bakunin, al massimo poteva risponderti che era la marca di una birra. Insomma, come si suol dire dalle mie parti, era come se avessero messo la cravatta al maiale, che anche cosi’ conciato, porco resta.
Dicevo, che un lunedi sera eravamo andati ad un concerto al centro sociale occupato, solo che io ero stanca morta perche’ avevo lavorato come cameriera tutto il week end e la mattina mi ero alzata all’alba per prendere il treno ed arrivare in tempo alla lezione di filologia romanza delle 08.00. Cosi’ verso mezzanotte mi sono addormentata in un divanetto.
Il giorno dopo avevo un cerchio alla testa dovuto al vino e un pensiero fisso, stampato sugli occhi.
G. che baciava un’altra.
Insomma, io mi addormento perche’ sono una persona responsabile che si mantiene da sola lavorando e che la mattina arriva puntuale a lezione e tu che fai?? Ti metti a limonare con un’altra li’ a 10 cm da me?!
No, eh, questo no. Che se ci avessi avuto una mazza chiodata gliel’avrei dovuta dare in testa, invece senza dire niente me ne sono andata. Poi quando la sera dopo mi ha telefonato ho mantenuto la calma, cosa che solo le persone razionali riescono a fare, e gli ho detto “senza rancore, eh, ma credo che io e te non non siamo fatti l’uno per l’altra” quasi che fossi io a scaricarlo perche’ ero una gran stronza.
Ma non sono riuscita a spiegarmi come mai il giorno dopo, e quello dopo ancora, io sia rimasta con la testa a quella sera. Eppure sapevo che G. non mi piaceva più, forse non mi era nemmeno mai piaciuto fino in fondo. Eppure mi era preso un magone che avrei volentieri evitato.
Lo rincontrai parecchi anni dopo in un locale, lui non mi riconobbe ma io si’.
Era in compagnia di due ragazze molto giovani e succinte e limonava con una, e toccava i fianchi e spostava i capelli all’altra. Le due sorridevano alle sue battute cretine che non facevano ridere neanche lui. Seppi poi che era sposato (non con le due ragazze naturalmente) ma che una sera a settimana la moglie gli dava il via libera, e siccome le vie del signore sono infinite, lui ci si perdeva in quelle vie e finiva sulla Statale rimorchiando in qua e in la’.
Allora ho pensato che se quella sera al centro sociale l’ avessi avuta davvero una mazza chiodata, avrei davvero fatto un favore all’umanita’.


“a volte si incontra un uomo che è l’uomo giusto al momento giusto nel posto giusto, là dove deve essere.” (“Il Grande Lebowski”-1998- J. & E. Coen)

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Thanks God, it’s Sunday!

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Ci sono momenti in cui capisci che quello che stavi aspettando da tempo finalmente arriva, ci sono dei giorni in cui la tua vita cambia ed anche il cielo muta, le nuvole autunnali arrivano e tu sai che non sarà mai più nulla come prima. A volte ho paura di questi momenti, ma ne ho già passati tanti e guardo al futuro con il sorriso sulle labbra. Non amo i cambiamenti ed il movimento, e chi mi conosce lo sa bene; amo fermarmi, amo pensarmi stabile da qualche parte. Sarà quello che volete, sarà paura del non previsto, di conoscere, di confrontarmi, ma per me una vita e’ abbastanza e non credo di volerla vivere piu’ con la paura.
Amo immaginare la mia vita come l’acqua di un fiume che scorre, lungo curve ed anse, fino a rallentare in pianura e scorrere tumultuoso in montagna, ma che sempre alla fine arriva nel mare ancora convinto di poter dare qualcosa.
Ed oggi sono convinta di potere ancora dare tanto. A mio figlio che amo da impazzire; a chi mi conosce, a chi mi e’ stato vicino nonostante le difficolta’. A chi mi ha sostenuto moralmente ed a chi mi ha aiutato quando ne ho avuto bisogno. E la lista qui e’ davvero lunga, perche’ molte porte nel momento del bisogno le ho trovate chiuse, ma tante inaspettate si sono spalancate. Le mie colleghe d’ufficio che si improvvisavano baby-sitter quando lavoravo nei festivi al ristorante, e mi riempivano di vestitini per i bambini; le mie sorelle che c’erano sempre; mia mamma che mi comprava la spesa quando non avevo abbastanza soldi per farlo. I miei capi che mi hanno detto di prendermi tutto il tempo che mi serviva per sistemarmi perche’ capivano che essere da sola con tre bambini non era facile ed addirittura mi hanno aiutato a cercare casa. E gli amici che mi hanno asciugato le tante lacrime versate e mi hanno aiutato a rialzarmi. I conoscenti che mi hanno inviato tantissimi messaggi di incoraggiamento ad andare avanti. A molti non ho ancora risposto e me ne scuso qui pubblicamente, ma allora non ne avevo la forza. Ora vi ringrazio di cuore per avermi pensato.
Venerdi sera un’ amica mi e’ venuta a trovare, mi ha portato dei vestitini per Giacomo, e mi ha detto una frase che mi ha aperto il cuore.
Mi ha detto “quello che e’ capitato a te, poteva capitare anche a me, e non importano i motivi del perche’,  a volte le cose succedono e basta, e non serve chiedersi troppi perche’ o dare delle responsabilita’. Bisogna farsi forza ed andare avanti”.

Oppure semplicemente bisogna assumersi (ogni tanto) la responsabilità dei propri sentimenti e se le cose non vanno non è il caso di continuare solo per routine o per la paura di rimanere soli. Perche’ le cose cambiano, le persone cambiano nel tempo e spesso ci si ritrova dopo anni a non riconoscersi più, o comunque a volere cose diverse.

E poi oggi e’ domenica sera, e la domenica sera per me e’ un giorno pieno di amore. And thanks God, today it’s Sunday!
La domenica sera mio figlio mi corre incontro dopo una notte ed un giorno senza vederci, e mi bacia, e guardiamo i cartoni insieme, e ascoltiamo per 20 volte la stessa canzoncina e ci abbracciamo. E la domenica sera le gare finiscono e si torna ad essere una famiglia.
E cosi’ anche se stasera ho  le mani piene di tagli dopo il lavoro al ristorante, e che mi fanno talmente male che domani in ufficio non riesciro’ nemmeno a tenere in mano la penna, anche se oggi mi sono svegliata con un gran mal di testa, che non fa altro che aumentare la mia confusione mentale, ho la mente piena di idee e una voglia incredibile di essere felice.
Ed oggi mi sento felice.
E quindi, se incrociate per la strada una che sorride senza un’apparente ragione, quella sono io.


“Non avrei mai creduto a chi mi avesse detto che sarei stato capace di amare così,” disse il principe Andrej. “E’ un sentimento del tutto diverso da quello che ho provato in altri tempi. Il mondo intero per me è diviso in due metà, adesso: una è lei e lì è riposta tutta la felicità, la speranza, la luce; l’altra metà è tutto il resto; e dove lei non c’è tutto è desolazione e tenebre…” (da Guerra e Pace, Lev N. Tolstoj)

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COSA VUOI FARE DA GRANDE?

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Forse perche’ quando sei piccola, tutti i grandi che gravitano intorno a te ti chiedono “ma da grande cosa vuoi fare?”; oppure “sei bravissima a disegnare, da grande farai sicuramente la pittrice !”
Che poi a me succedeva che ero bravissima a fare tutto quello che se avessi davvero fatto da grande, avrei fatto la fame. Tipo dipingere, scrivere, disegnare, fare la raccolta differenziata. Ero una pippa con le tabelline, e cosi’ nessuno mi diceva sai contare benissimo, da grande potrai sicuramente fare la banchiera ed avere un deposito tutto tuo come paperon de Paperoni. No, mi dicevano oh come dipingi bene, da grande sarai come Van Gogh. Pero’ non ci pensavano mica che Van Gogh da vivo faceva il morto di fame, si taglio’ un orecchio e non aveva nemmeno tutte le rotelle a posto. Ah si, si, ora e’ famoso, i suoi quadri valgono miliardi, ma e’ morto, sai che gliene puo’ fregare a lui.

Io, invece, da piccola (piccola tipo dieci anni, che sembravo una scimmietta) volevo fare l’operaia.
Volevo lavorare alla Perugina e mettere i bigliettini  con le frasine dentro i cioccolatini, o anche alla Barilla e mettere la pasta dentro alle scatole, o anche i pan di stelle nei sacchetti della Mulino Bianco.
Forse perche’ mio nonno che era nato contadino, poi era andato a fare l’operaio; e mio padre anche, aveva fatto l’operaio per 40 anni, lui che era un po’ come me, un filosofo, per 40 anni aveva fatto della fatica pesante per portare a casa da mangiare per tutta la famiglia.

Ed anche ora che sono grande, mi piace l’uomo operaio, possibilmente un po’ peloso e con un leggero odore di sudore o di officina. E forse questo e’ il mio pensiero un po’comunista, ma se rinasco, rinasco Antonio Gramsci.

Perche’ nelle grandi aziende sono i dirigenti ad avere il parcheggio riservato vicino all’entrata per non dover fare troppa strada a piedi. Sono loro che hanno i bonus alti in busta paga, l’ufficio con l’aria condizionata quando fa caldo caldo, i pranzi pagati nei ristoranti extra lusso, l’auto, la benzina e il bollo pagati.
E sicuramente queste persone hanno studiato, sono laureate, hanno anche il master, ed hanno grandi responsabilità perche’ devono decidere per il futuro di chi ci lavora in azienda.
Però, gli operai, alla sera hanno le gambe stanche, che quando finiscono il turno, arrivare alla macchina parcheggiata lontano e’ una gran fatica, e i piedi pesano come piombo, e le braccia che ogni giorno assemblano, tagliano, cuciono, stringono, allentano, quando arrivano a casa fan fatica a sollevarle per abbracciare i loro bambini. Ed hanno le mani che diventano nere, che sanguinano, che bruciano, che si spelano.  Ecco, io credo che siano loro a meritare il parcheggio aziendale, il buono pasto pagato, l’aria condizionata in officina ad agosto e la vacanza che si regala ai migliori clienti.
Perche’ non avranno studiato per fare quello che fanno, ma lo fanno ogni giorno col cuore e le braccia della fatica. Con quella passione che ha l’odore della pasta lavamani per sgrassare le dita. E che la sera quando tornano a casa, quello stipendio che gli permette di pagare l’affitto e di comprare da mangiare per la famiglia se lo sono davvero sudati, e ci fanno i miracoli per arrivarci a fine mese e non fare mancare niente ai loro bambini.
Ed io, figlia di operai, io laureata che posso stare in ufficio con l’aria condizionata e la camicia bianca, se rinasco, rinasco Antonio Gramsci.

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AMABILI RESTI

Scattate con Lumia Selfie

Le persone quando smettono di amarsi, diventano cattive. Ti guardano con disprezzo, e non sono più quelle che avevi conosciuto. Di tutto quell’amore che c’e’ stato non ne resta piu’ nemmeno un brandello. Quello che per tanti anni hai chiamato amore, all’improvviso diviene l’ultima persona che vorresti tra i piedi. Perche’ le persone sono un po’ delle bestie.
Non sono mai riuscita a capire come fosse possibile amare tanto qualcuno ed all’improvviso ferirlo con tanta cattiveria. Ok, l’amore che sfocia in odio. Ok la troppa passione che diviene una lama tagliente. Ok anche che quando un uomo viene ferito diviene una bestia. Ma non riesco a capirlo. Forse perche’ io nella mia vita non credo di avere mai odiato nessuno. O quasi.
Ho fatto degli errori, tanti; il piu’ grosso e’ stato quello di pensare che qualsiasi cosa fosse accaduta, l’amore avrebbe vinto su tutto. Ed invece non e’ stato cosi’.
Sapevo che la vita insieme era fatta di alti e bassi, e’ normale che sia cosi’, ma ho creduto che gli alti avrebbero superato i bassi, perche’ ci si amava. Sapevo anche che la vita non e’ sempre facile, ed anzi, spesso ti mette alla prova, una prova dura, e ti dice vediamo se hai le palle e se resisti. Ed io sono una che ho sempre lottato, anche quando bisognava andare controcorrente, che era una fatica boia, ed io remavo e remavo e remavo ancora. Fino allo sfinimento. E non ho mai mollato.
Ma io forse vengo dal pianeta Marte, perche’ a quanto pare il genere umano non e’ cosi’ che fa; che quando le cose diventano faticose, beh, meglio mollare, che se la pagina che si e’ scritta non ti piace, non perdiamo tempo a cercare di capire cosa non e’ andato, meglio fare quello che e’ piu’ semplice, meno doloroso. Perche’ capire a volte fa soffrire, ed e’ piu’ facile girarla quella  fottutissima pagina del quaderno, e scrivere una nuova storia, su un foglio senza macchie, tutto bianco e lindo. E’ piu’ semplice e meno doloroso. Questo fa il genere umano.
Di tutte le storie vissute, importanti o meno, non mi sono mai piaciuti quei finali senza confini netti. Dove le parole non sono state del tutto dette e i gesti non hanno fatto il loro corso. Dove si è affidato tutto al caos, piuttosto che al caso. Dove si è affidato al tempo, la cura delle ferite. Dove succede che quelle ferite bruciano e fanno un gran male, guariscono lentamente lasciando cicatrici terribili, che a guardarle il ricordo fa male uguale, non di meno.
Il tempo aiuta, a volte, ma altre e’ solo un moltiplicatore di sofferenza. Fino a quando di quell’amore, improvvisamente non resta più niente.

————
“Questi erano gli amabili resti, cresciuti intorno alla mia assenza. I legami, a volte esili, a volte stretti a caro prezzo, ma spesso meravigliosi, nati dopo che me n’ero andata. E cominciai a vedere le cose in un modo che mi lasciava concepire il mondo senza di me.”    dal libro “Amabili resti” di Alice Sebold

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QUANDO TI SEMBRA DI NON AVERE ALTERNATIVA, ALLORA IMPROVVISA

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E’ arrivato l’autunno, ed io odio l’autunno.
La pioggia mi da’ fastidio, perche’ ti cade addosso con quegli aghetti sottili che sembrano non finire mai. Eppure a Londra io ci stavo bene. Beh, a parte il clima a dire il vero…
Pero’ a volte penso che anche se fa freddo e piove, qui mi ci tocca stare, e allora mi piace pensare che nella vita ci sia sempre un’alternativa, e che quando non sembra che ci sia, beh, allora bisogna improvvisare. Credo ormai sia noto che spesso parlo troppo, tendo alla paranoia e dico e faccio anche un certo numero di cazzate di cui quasi sempre mi pento, ma a volte no.

Come quando io e il mio ex ci iscrivemmo a scuola di ballo, ed io finii in coppia con uno alto 2 metri che mangiava pesante a cena. Mi sentivo svenire, perche’ i latini li balli stretta stretta e di ballare con uno che sapeva di bruschetta all’aglio proprio non ce la facevo. Cosi’ fini’ che dopo un paio di volte, feci finta di essere abbastanza impedita e gli pestavo i piedi ogni tre per due. Il mio ballerino decise che cosi’ non poteva continuare tra noi, chiese il divorzio e fini’ per ballare con un’altra tipa della scuola di ballo. Insomma, improvvisai, solo che poi nessuno voleva piu’ ballare con me perche’ mezza scuola davvero credeva che fossi una schiappa di ballerina.

O come quando la mia migliore amica usciva con due ragazzi diversi allo stesso tempo e alla fine io mi confondevo sempre i nomi e fu davvero un gran casino riuscire a non sbagliarli quando ci parlavo. Beh, gli dicevo che avevo una pessima memoria, ma forse capirono che c’era dietro qualcos’altro perche’ ad un certo punto non usci’ piu’ con nessuno dei due e se ne stette da sola per un bel po’.

Una volta conobbi uno che cantava in un gruppo pop rock. Mi racconto’ che era follemente innamorato di una che studiava a Firenze, e che percio’ vedeva solo nei week end in cui lei tornava dall’universita’. Mi disse che pero’ dal lunedi’ al venerdi’ ne sentiva tanto la mancanza, e si struggeva d’amore scrivendole canzoni malinconiche. Io da brava idealista gli dissi ” Allora fai qualcosa che te la faccia sentire vicina, improvvisa”.
Improvviso’; inizio’ ad uscire con altre ragazze infrasettimana, cosi’ mentre aspettava che lei rientrasse e disse che in questo modo ne sentiva meno la mancanza e scopri’ anche che infondo non l’amava poi cosi’ tanto.

Un’altra volta parlavo con una collega che mi disse che era stanca di fare quel tipo di lavoro, che avrebbe voluto cambiare vita, che sarebbe voluta andare a Londra ed aprire un chiosco di piadina romagnola vicino ad Hyde Park. Pensai che c’aveva ragione, perche’ e’ stupido sprecare la propria unica vita a fare qualcosa che non ti piace per davvero.  Pero’ poi pensai che alla fine lo stipendio mi serviva per vivere, e che la vita che davvero mi interessava e’ fatta di amici, parenti e persone a cui tengo davvero e quindi chi se ne frega di dove lavori o di dove vivi.
Ed allora penso che stupidità sia sprecare la propria unica vita a fingere di essere chi non si e’ . E che se ti senti come quella tipa tutta rosa che sta a Camden Town, allora puoi esserlo, anche se non vivi in Inghilterra ed anche se fai l’impiegata per una ditta di termoidraulica. Ora che ci penso, le mie scelte sono sempre un po’ estreme, ma non si puo’ certo dire che la mia vita sia mai stata troppo “normale” infondo. Ma penso che a volte, quando ti sembra che non ci siano alternative, nella vita bisogna improvvisare, un po’ come quando suoni in un gruppo blues.

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Ed allora ogni mattina apro l’armadio e mi metto addosso la prima cosa che capita, non mi pettino, faccio la raccolta differenziata e aspetto da una vita che un uomo compia per me un grande gesto, anche se il grande gesto non avviene mai, perché gli uomini non fanno mai grandi gesti. Pero’ mi piace pensare che ci sia un’alternativa, e che la mia alternativa abbia gli occhi trasparenti di un uomo che mi dice ” Ci vorrebbe un bacio, di quelli che poi ti viene voglia di fare l’amore”
E poi soprattutto mi piace scrivere minchiate condite, perche’ mi viene così bene….

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